Hennè, consigli per l'uso!

by - maggio 01, 2016

Ciao ragazze,
Oggi vi parlo di henné. Ormai da qualche anno sui miei capelli utilizzo solo l'henné rosso come colorazione e trattamento.
Ma di cosa si tratta realmente e come funziona?
L'henné è una pianta tintoria che ha una storia lunghissima alle spalle e una tradizione ben consolidata in molti paesi del mondo. La sua provenienza riguarda soprattutto India e paesi arabi.
Viene utilizzato come ben sappiamo sia per tatuaggi temporanei, come succede nella tradizione indiana in cui alla sposa vengono tatuate le mani come rito nuziale, sia per colorare e rinforzare i capelli. Molto spesso però sentiamo parlare di henné rosso, biondo, castano o nero. Di cosa si tratta?
Per henné si intende una sola pianta, Lawsonia Inermis. Ovvero il rosso. Le altre sono miscele di piante tintorie o riflessanti che unite alla Lawsonia donano colorazioni diverse sul capello.
Nel caso dell'Henné nero si parla di una pianta di nome Indogofera Tinctoria, indigo o indaco per gli amici, che fornisce dunque una colorazione scura al capello e può lavorare anche senza la presenza di lawsonia.
Quando sentiamo parlare di henné biondo ci riferiamo a miscele di lawsonia, camomilla, curcuma e altre piante che conferiscono un riflesso più dorato.
L'henné castano invece è una miscela, ancora una volta, di lawsonia e indigofera che in diverse percentuali donano un colore appunto castano più chiaro o più scuro, più caldo o più freddo.
Spesso all'henné,e dunque a queste miscele, vengono uniti altri ingredienti come robbia, hibiscus, mallo di noce, o ingredienti leggermente "schiarenti" come quelli che abbiamo nominato poco fa, proprio per ottenere effetti sempre diversi.

consigli per fare l'henne rosso ardente phitofilos

Come funziona l'henné sul capello?
L'henné si comporta in maniera diversa dalle tinte chimiche sul capello.
Mentre queste vanno ad aprire le cuticole del capello e si insinuano nel suo "midollo", l'henné si appoggia sulla superficie esterna creando una sorta di film che oltre ad essere colorante va anche a richiudere le cuticole lucidando il capello.
Può capitare che sia più facile passare da una tinta chimica all'henné e goderne i risultati e le diverse nuances e, diversamente, più complicato ma non impossibile, che la tinta chimica riesca a penetrare nel capello che ha subito un trattamento di henné recentemente proprio per la sua presenza sulla superficie esterna del capello.
Con il passare del tempo e con i vari lavaggi l'henné tenderà a scaricare e il capello tornerà come in origine.

Che effetti e benefici ha l'henné?
Oltre agli effetti coloranti di cui abbiamo già parlato, l'henné ha importanti benefici sia sulla salute del capello sia su quella della cute. Sembra infatti che abbia effetti positivi sulla crescita e sulla sua caduta ed ha proprietà antisettiche.
Riesce a rendere il capello più corposo e lucido, dall'aspetto visibilmente sano e lo rinforza prevenendone la rottura. Regolarizza inoltre la produzione di sebo del cuoio capelluto.

Come si utilizza?
La preparazione dell'henné è abbastanza semplice, basta aggiungere acqua calda poco per volta alla polvere per ottenere una crema omogenea. Io raccomando l'utilizzo di una frusta da cucina possibilmente in plastica o in legno per evitarne i grumi. Alcuni lo fanno ossidare, ovvero lo preparano e lo lasciano riposare per ore, a volte anche una notte intera.
Altri vi aggiungono sostanze acide come limone, aceto o yogurt (quest'ultimo sia per la sua acidità sia per la consistenza cremosa che ne aiuta la stesura).
Io mi limito ad aggiungere acqua calda o infuso di camomilla e lo applico aiutandomi con un pennello da tinta e guanti usa e getta.
Al termine della stesura ricopro i capelli con la pellicola trasparente per trattenerne il calore. Questo passaggio è facoltativo a seconda dell'effetto desiderato.
Ve la faccio breve, se noi ricopriamo con la pellicola tratteniamo appunto il calore e stimoliamo la colorazione del rosso. Diversamente, lasciandolo in posa all'aria il colore sarà meno caldo al risultato finale. Questo vale principalmente sulle miscele castane. Sul rosso puro la differenza non è così evidente.
Il tempo di posa dovrebbe variare tra i 90 minuti e le 3 ore. C'è chi lo tiene tutta la notte ma il colore dopo le 2 ore circa ha già aderito quindi non è necessario dormirci.
Al termine si sciacqua tutto accuratamente e si può decidere se procedere con un po' di shampoo o no.
Consiglio di lavarli per evitare che i residui a contatto con la pelle in attesa del prossimo lavaggio possano causare pruriti o reazioni allergiche. Trattandosi di erbe e estratti naturali il rischio c'è.
A me a volte capita di avere prurito dopo l'henné per le prime 24 ore, poi svanisce.

La mia esperienza.
Dopo anni di henné ho riscontrato un miglioramento della salute del capello, soprattutto per quanto riguarda le punte. Infatti posso dire di non vedere una doppia punta da un bel po' di tempo.
Sulla produzione di sebo non vi saprei dire perché tendenzialmente il mio cuoio capelluto non ha mai avuto grandi problemi. Sulla caduta si comporta bene, nonostante alcuni periodi dell'anno in cui ne perdo moltissimi, ma non dipende da lui.
Mentre sulla crescita sono molto soddisfatta, crescono infatti molto velocemente rispetto a prima di iniziare ad usarlo. C'è un però, ebbene si. Il riccio.
Il mio boccolo purtroppo si è un po' lisciato ed ho attribuito la causa proprio all'henné. Niente di particolare, non mi sono diventati improvvisamente spaghetti, ma un po' la differenza l'ho notata.
In ogni caso il colore e l'effetto mi piacciono molto, e sul riccio posso lavorarci provando combinazioni diverse di prodotti styling e non.

Nella foto sopra trovate la foto del mio ultimo esperimento. Ho usato la miscela Rosso Ardente di Phitofilos di cui vi scrivo l'inci; Rubia Tinctorum Root Powder, Lawsonia Inermis Leaf Powder, Pterocarpus Soyauxii Wood Powder, Hibiscus Sabdaria L. Powde.

Voi l'avete mai fatto? Come lo preparate? Avete consigli per i prossimi esperimenti?

Sara

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