Diy: Hennè Rosso, Cos'è e Come Realizzarlo

by - novembre 06, 2016

Ciao Ragazze,
oggi voglio proporvi un tema un po' diverso, innanzitutto per la realizzazione di questo articolo, mi sono fatta aiutare dalla dolcissima Auri di Verdemelabioit, espertissima proprio di Lawsonia, ovvero l'hennè rosso. Nel suo shop online, troverete tantissime alternative e sopratutto tanti consigli, basta scriverle proprio sulle info. Ma bando alle ciance lascio la parola a lei :) 
A qualcuno piace caldo…è il titolo di un vecchio film con protagonista la diva di Hollywood più imitata al mondo che invece era biondissima e invece, man mano che l’approccio alle tinture naturali è più conosciuto rispetto al passato  e sempre più preferito alle tinte chimiche, il colore rosso da raggiungere non è mai un semplice “rosso” ma ogni sfumatura è importante e le amanti dell’hennè si dividono nettamente tra quelle che amano il rosso caldo (ovvero un rame, il colore naturale tipico degli irlandesi pel di carota e con tante lentiggini per intenderci) e le amanti del rosso freddo (un rosso ciliegia, con punte di blu e violetto all’interno), di conseguenza fare l’henne non è più un procedimento unico e classico anzi, diventa fondamentale trovare la propria ricetta del cuore.

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Fonte Pinterest
Prima di cominciare qualsiasi discorso nel dettaglio crediamo sia doverosa una premessa: il risultato dell’ applicazione dell’ henne naturale (e con questo termine intendiamo la pianta che dà la colorazione rossa tipica, la lawsonia inermis senza l’aggiunta di alcun rafforzante chimico come ad esempio il picramato) non è mai unico, definitivo e immediato: per arrivare al colore che vi piace di più può bastare una sola applicazione ma anche no… ha bisogno di tempo, costanza, tempi di posa più lunghi delle tinte classiche, diverse applicazioni per rivelarsi, stratificazione (l’hennè avvolge il capello non lo penetra come le tinte chimiche quindi il colore cambierà man mano con le applicazioni) e ultima cosa ma importantissima ogni capello ha una porosità e una reazione differente da persona a persona e lo stesso hennè non darà mai il medesimo risultato su persone diverse fra loro.
Come ottenere un Rosso Caldo 
Prima di tutto per raggiungere un tono ramato sarà indispensabile partire da un colore di capello biondo, ramato o bianco, negli altri casi si otterrà un ramato ma non il carota di cui parlavamo poco fa. E’ importante anche la scelta del tipo di hennè: prediligere hennè nordafricani, come quelli originari del Marocco, ad esempio il Tazarine che si trova in molti alimentari e macellerie etniche oppure l’hennè caldo di “Le Erbe di  Janas” che trovate in molte bioprofumerie fisiche o online, addizionandolo con erbe “acide” in quanto il tono caldo si raggiunge più facilmente se preparato con sostanze acide come ad esempio aceto e succo di limone o infuso di karkadè ma anche con l’aggiunta di erbe come la cassia obovata (o hennè neutro), l’amla e la polvere di sandalo.

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Fonte Pinterest
Il rilascio del colore dipenderà dal modo di prepararlo: se si sceglie acqua fredda ci vorrà più tempo perché rilasci colore quindi i tempi di posa saranno più lunghi (anche 6 ore o tutta la notte) se si preparerà con acqua calda i tempi saranno più brevi per il rilascio del colore quindi anche i tempi di posa (tre ore possono bastare, il Tazarine anche in 1 ora rilascia colore).
Discorso importante e da sapere è quello relativo alla stratificazione: nel tempo e facendo pose di hennè successive il colore potrebbe diventare più scuro (stratifica appunto) non freddo ma meno visibile. Se non è ciò che desideriamo sarà opportuno mixare l’hennè con altre erbe tintorie che ne diluiscano il potere tintorio come ad esempio cassia obovata ed erbe indiane, rabarbaro, curcuma, camomilla, zafferano, la cannella o mix preparati ad hoc per i toni biondi (vedi la miscela biondo freddo di Phitofilos).

      Come ottenere un Rosso Freddo 
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Anche in questo caso è fondamentale il colore di partenza per  il risultato. Le basi chiare otterranno un ciliegia più acceso decisamente, ma bellissime sfumature di rosso e violaceo possono tranquillamente ottenersi  anche su basi scure in applicazioni ripetute e ravvicinate.
Gli hennè asiatici sono i migliori perché virano ai toni più freddi, gli indiani e pakistani quindi sono da prediligere e ce ne sono diversi; lo Zarqa, il Rashmi, MDH, Lala Menana e il Jamila sono i più famosi e reperibili in alimentari e macellerie indiane, ma anche l’ henne freddo di “Le Erbe di Janas”, il mogano “Tea Natura”, il n° 3 di “Phitofilos”  sono  molto validi e potete trovarli facilmente nelle bioprofumerie fisiche o online.
Per il tono freddo, più di quello caldo, la vera parola d’ordine è sperimentare. Le scuole di pensiero sono tante circa le aggiunte e l’ossidazione del composto. C’è chi lo prepara con acqua fredda e lo lascia ossidare per 10 ore almeno e ottiene colori ancora più freddi oppure chi, come me, lo prepara con acqua bollente e un pizzico di bicarbonato (un cucchiaino per 100 gr di hennè va bene) per poi applicarlo subito e tenerlo in posa almeno 4/5 ore, quando riesco di più ma più raro. Ognuno poi con il tempo trova metodo e ricetta preferita. Sicuramente in questo caso rispetto al caldo i tempi di posa lunghi sono da preferire.
Cosa importantissima: MAI aggiungere sostanze acide, sono assolutamente nemiche delle tonalità fredde.

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Per rinforzare poi il color ciliegia ci sono moltissime erbette che è possibile aggiungere al nostro hennè: red kamala, ibisco, robbia, katam (pizzico di viola/blu), l’alcanna. Anche le argille aiutano a fissare il colore: la rossa in particolar modo.
Qualche volta ho mescolato con acqua calda altre volte con infuso di frutti rossi,  che aiutano a rinforzare il potere tintorio di hennè ed erbe.
Mi capita di aggiungere anche la gelatina all’ hennè di Phitofilos per rendere più omogeneo l’impasto e lo zucchero di canna per non farlo colare, lo aiuta ad essere più “colloso” diciamo.
Un’altra cosa che quando riesco faccio e fa la differenza è quella di congelare e scongelare l’hennè prima di utilizzarlo. Il congelamento infatti fa sì che l’acqua aumentando di volume rompa le molecole dell’hennè facendo in modo che la polvere tintoria rilasci ancor più colore.
In questo caso la stratificazione gioca a nostro favore, più pose e più ravvicinate aiutano a raffreddare il colore e a raggiungere la tonalità che ci piace di più.
 Con questo è tutto ragazze, cosa ne pensate? Sicuramente il prossimo articolo sarà sulle erbe tintorie da utilizzare per ottenere un castano scuro/ nero. Lo sapete che io sono letteralmente in trip con questo colore ehehhe  


                                                           Un Bacio, 
Agnese Morgana e Verdemelabioit 


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