What's in my food-bag?

by - marzo 04, 2017

Ci siamo! Finalmente un viaggio (seppur breve)!
Ammettiamolo, viaggiare piace un po' a tutti. Se poi la meta è una splendida città come Torino, dove si svolgerà il Festival di Giornalismo Alimentare, il più importante a livello Nazionale, tutto è reso ancora più piacevole.
Ma c'è un problema che prima di un viaggio ci tormenta, immancabilmente: "cosa mi porto dietro?" Il problema della valigia è persistente, e purtroppo per voi non ho io la soluzione. Credo occorrano almeno una laurea triennale in valigiologia ed una pazienza che io sicuramente non possiedo per elaborare una soluzione valida.
Io, però, posso parlarvi del "cosa metto nel mio zaino" in versione foodblogger. Un "What's in my food-bag". In esclusiva, per voi e solo per voi, ho aperto il mio zaino, ed ho redatto una classifica delle 5 cose che non mancano mai quando vado in giro in veste di LargoBaleno/FoodBlogger.  

 
1. Cibo
Solitamente una mela, che posso mangiare in modo agile e soprattutto senza sporcarmi e senza sentirmi in colpa. E lo dice anche un famoso proverbio: "Una mela al giorno toglie il medico di torno". Biancaneve non sarebbe propriamente d'accordo, ma le principesse come lei non hanno mai avuto una grande rilevanza nella mia esistenza. Ma può capitare che metta altri snack in sostituzione, dai pavesini ai crackers. Insomma: che foodblogger sarei se non mi portassi qualcosa da sgranocchiare in giro?
2. Macchina fotografica
Che sia la reflex (che ancora devo imparare ad usare in modo corretto e con la quale mi diverto a fotografare praticamente qualsiasi cosa) piuttosto che il telefono, devo avere con me qualcosa con cui immortalare i miei momenti. E' la parte "blogger" che viene subito dopo il "food". Quella che mia nonna continua a non comprendere ed a guardare ormai con rassegnazione e sgomento.
3. Libri
Nonostante noi foodblogger siamo spesso indicati come "quelli che scattano foto ai loro piatti prima di mangiare", in realtà c'è qualcosa di più dietro al nostro lavoro. C'è una passione, che è fortemente connessa alla nostra curiosità, che ci consente di aprirci a tutto ciò che riguarda il cibo, e che va oltre i libri di ricette. Ultimo acquisto: "Direct food - Agricoltori e consumatori alla riconquista del mercato" di F. Ventura, A. Schiavelli, P. Milone.
4. Tablet/Foglio e penna
Qualcosa su cui scrivere. Perchè il bello è rielaborare le informazioni apprese, ed io lo faccio così: scrivendo. Quello che un tempo era il "compito a casa" per le lezioni di italiano, adesso è la mia fonte di crescita personale.
5.  Portafogli
No, non sto parlando dei soldi, perchè il nostro lavoro è quello economicamente meno remunerativo (nel mio caso, non lo è affatto. Però qualcuno mi offre il caffè, di tanto in tanto!). Sto parlando delle 400 tessere che inevitabilmente facciamo, in qualsiasi negozio. E' una malattia. Abbiamo una tessera all'insalateria, una tessera al bar, una tessera al negozio che vende le capsule del caffè, e nel mio caso anche una tessera nei negozi di vestiti, dove non compro mai niente perchè mi sento troppo insaccato dentro a quei capi attillati che dovrebbero mettere in risalto i muscoli (che non ho).

Insomma, cosa volevo dimostrare con questo post? Che in fondo siamo tutti uguali. Che noi FoodBlogger non siamo una categoria di persone aliene, che abbiamo le tessere di ogni negozio come tutte voi, che leggiamo e che, per quanto stramboidi nell'alimentazione, anche noi ci affidiamo al più classico rimedio della mela!


A presto,
Luca

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