La cosa che ama

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L’ho ascoltata tantissime volte durante quel  programma che racconta di storie violente, di amori disumani, di uomini malvagi. Ogni volta l’ho ascoltata con curiosità, ogni volta ho cercato di capire e tradurre le parole di quel ritornello che tanto mi accattivava. Perché quella canzone? Perché un programma italiano, su una rete nazionale (RAI 3) di una televisione pubblica , sceglie quel testo? Perché ogni volta quel pezzo di quella canzone veniva agganciato a determinate immagini, scene, sequenze. Me lo sono chiesto tante volte e tante volte mi sono domandata se al di fuori della mia stanza, della mia città, in qualche parte d’Italia ci fosse una donna lì a farsi tutte queste domande.
Sto parlando, care amiche lettrici del mese di aprile, del programma televisivo “Amore Criminale” e la canzone è “Each man kills the thing he loves”
Each man kills the thing he loves
Jeanne Moureau in una scena del film: www.http://theredlist.com
Cantata dalla splendida attrice francese JeanneMoureau, questa canzone è parte del testo de “The Ballad of Reading Gaol” un celebre componimento poetico di Oscar Wilde scritto a posteriori dalla sua scarcerazione e pubblicato nel 1898. Messo in musica col titolo "Each man kills the thing he loves", brano che fa parte della colonna sonora del film “Querelle” (1982) di Rainer Werner Fassbinder, tratto a sua volta dal romanzo “Querelle de Brest” di Jean Genet, non è altro che un racconto della sua esperienza di detenzione presso il carcere di Reading in cui passò due anni per l’accusa  di omosessualità (argomento clou del libro e ovviamente anche del film).
C’è da dire,tuttavia,  che i temi principali della ballata sono, in realtà, la pena di morte e la condizione di vita dei detenuti, alienati e costretti alla ripetitività quotidiana. Perché “ogni uomo uccide la cosa che ama?”: Oscar Wilde racconta la sua testimonianza in merito all’impiccagione del detenuto Charles Thomas Wooldridge (soldato della guardia di guarnigione a Windsor ) che aveva ucciso la moglie che lo tradiva. 

Qui, la sincerità e la naturalezza con cui il poeta lascia traccia del suo sentimento di pietà per questa situazione passa in secondo piano se invece ci si vuole concentrare, come è nelle mie intenzioni, proprio sulle poche parole di questo ritornello, di questa frase ripetuta come una litania. “Ogni uomo uccide la cosa che ama” deve far riflettere: davvero crediamo che un uomo geloso “uccida per troppo amore”?; davvero crediamo che un uomo “uccida perché non si rassegna alla fine di una storia”?; davvero crediamo che un uomo abbia il diritto di decidere la fine di una vita altrui solo perché l’altra sfugge al controllo, al possesso?; davvero crediamo alle parole di chi dice “non era il tipo, era così tranquillo, le voleva bene”.
“Ogni uomo uccide la cosa che ama”perché uccide e basta. Perché la fine della vita di una donna lascia un senso di soddisfazione, malsana e paranoica, tale per cui la morte è un “diventare mio”, è un “non sarà più di nessuno”, perché la morte è un “essere stato l’ultimo, il solo, l’unico ad averla avuta”.
Uccidere non è amore, possedere non è gelosia, la condotta limpida non è la salvezza. Uccidere è emulare un mito purtroppo,ormai. L’uomo che uccide “la cosa” è un uomo che distrugge un oggetto.  E le donne non sono un oggetto, non sono cose. Le donne sono vita Eppure ogni uomo uccide ciò che egli ama , e tutti lo sappiamo: gli uni uccidono con uno sguardo di odio, gli altri con delle parole carezzevoli, il vigliacco con un bacio, l'eroe con una spada!”
Each man kills the thing he loves
Fonte:www.izquotes.com

Ogni volta che guardiamo quelle immagini alla TV, ogni volta che l’ascoltiamo, canticchiamola tutte insieme e insieme a tutte le donne del mondo. Nessuna più ne morirà.
Miriam

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