Vita da mamma #4 La nascita

by - aprile 26, 2017

Ciao a tutti,
eccoci di nuovo insieme. Finora vi ho parlato delle emozioni, le sensazioni e i cambiamenti che ho provato ed affrontato nel periodo pre parto. Come sarà andata dopo?


il parto

Era circa la metà di aprile, la Pasqua era già passata ed io mi avviavo alla fine del mio percorso scolastico con un mese e mezzo di anticipo. La scuola mi aveva dato la possibilità di svolgere il programma prima del resto della classe, visto che non avrei potuto frequentare dopo il parto.
L'ansia degli ultimi giorni iniziava a farsi sentire mista alla nostalgia che provavo nel pensare che da li a poco non sarei stata più Martina l'adolescente di quarta liceo ma, sarei diventata mamma Martina. Anche la paura che avrei potuto perdere tante sensazioni e momenti insieme alle mie amiche era persistente. Quindi, mi godetti quei giorni come un soldato che parte per la guerra. Eh si perché stavo andando ad affrontare la battaglia più ardua per una donna. Non entravo più nel mio banco ed ero costretta ad appoggiarmi tutto sulla pancia, ormai potevo cedere il mio posto a qualcun'altro. Tanto a me bastava solo la sedia. Le mie compagne non pensavano più alla scuola ma erano tutte intente a cercare di percepire ogni movimento di Nicholas. Ricordo sempre che mi stavano tutte intorno e mi mettevano le mani o le orecchie sul pancione e la prima che sentiva qualcosa gridava: "Eccolo,  eccolo!! Mi ha riconosciuto!" Fantastiche.
A casa tutto era pronto per l'arrivo del mio principino. Culla, fasciatoio, carrozzina, vestitini e scarpine, tutto in pole position insieme alla valigia per l'ospedale posizionata vicino al mio letto da un mese. Feci le ultime visite di controllo, andava tutto bene ed io mi sentivo forte e non vedevo l'ora di conoscere il mio bimbo. Gli ultimi giorni erano scanditi da lunghe passeggiate e musica, mia compagna di avventura per tutto il periodo della gestazione. Mettevo sempre una cuffia io e una l'appoggiavo sulla pancia e Nicholas ballava dentro di me. Lo sentivo muoversi al ritmo delle mie canzoni preferite. Nonostante tutto non avevo dolori e non sapevo quando ci sarebbe stato qualche campanellino d'allarme a farmi riconoscere l'arrivo del fagiolino. L'unica sensazione "brutta" che provavo era un persistente bruciore di stomaco, dovuto, a detta di mia nonna, dai capelli del bimbo.
Il 29 Aprile 2008, dopo quindici giorni di assenza da scuola e ad appena un misero giorno dalla scadenza del tempo di maternità, mi misi a preparare la cena perché mia mamma era sempre a lavoro e apparecchiai la tavola insieme al mio fratellino. Mi ricordo benissimo quello che feci, pasta con le zucchine, il mio piatto preferito del momento. mangiavo solo quello, non mi andava altro. I miei tornarono a casa e mi chiesero se andava tutto bene ed io annuii. Andammo a tavola ed io con il piatto sulla pancia non riuscivo a mangiare, non riuscivo a stare seduta e mi sentivo strana. Se ne accorsero subito tutti e capii anche quello stato d'animo. Iniziavano le doglie. Chiamammo l'ostetrica che quella sera era di turno all'ospedale e disse di stare tranquilli e di aspettare fino alle dieci. I dolori si fecero sempre più acuti e io volli andare all'ospedale subito. Avevo paura. Avrei potuto aspettare ancora ma non ce la facevo più. Arrivati a destinazione entrammo dentro l'ospedale, deserto a quell'ora e con le scale mobili per salire in reparto rotte. Ma si può avere una sfiga del genere? Mamma teenager che sta per partorire presa da attacchi di panico e dolori che deve salire degli scalini che in quel momento sono alti come l'Everest. Ok, calma. Uno scalino per volta e in venti minuti sono in ginecologia. Tracciato, visita e niente era sempre troppo presto. Mi misi tranquilla sul lettino che mi avevano assegnato con il mio ragazzo vicino che nel frattempo stava andando in iperventilazione e non mi era per niente d'aiuto. Allora facemmo un giro per il reparto in compagnia di altre due mamme che andavano avanti e indietro per stimolare il parto. Ci avvicinammo al vetro dove dall'altra parte ci sono tutti i neonati e fu bellissimo. Fin da piccola amavo andare a vedere i piccoletti appena nati ed in quel momento ancora di più. Intanto il tempo passava e alle quattro del mattino mi fecero l'epidurale perché i dolori erano forti ma non era ancora il momento giusto. Riuscii a dormire per due ore e con me anche mia mamma e il mio fidanzato. Ma poi eccolo, il segnale che aspettavo, L'effetto dell'anestesia svanì e l'ostetrica dopo una serie di spinte mi aiutò a far nascere il mio bambino. Alle ore 7:14 del 30 Aprile 2008 è nato Nicholas, 3,350 kg d'amore e con una cresta da cantante rock.
il parto

E' stato il momento più bello della mia vita e nient'altro potrà sostituire quelle emozioni.

Nel prossimo post vi racconterò come sono stati i primi giorni da mamma.
Un bacione,
mamma Martina.

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