13 Reasons Why : parliamone!

by - maggio 20, 2017

Ciao a tutte!
Non so se avete notato che da qualche tempo la tv non offre una grande varietà di scelta, film già visti, telefilm vecchi, programmi fin troppo trash. Così anche io ho ceduto a Netflix, strumento demoniaco che ci regala un catalogo in continuo aggiornamento di serie tv, film, documentari e molto altro ancora.
Cosi una sera come le altre, presa dalla noia, ho scelto di iniziare a vedere la serie del momento, quella di cui tutti parlano, la serie che ha invaso Facebook e Twitter, la serie che si ama o si odia: 13 Reasons Why, Tredici in italiano.

13 reasons why opinioni


13 Reasons Why racconta la storia di Hannah Baker, una ragazza di 17 anni che decide improvvisamente di suicidarsi tagliandosi le vene in vasca da bagno. Hannah affida a delle musicassette le sue ultime parole, spiegando i 13 motivi per cui ha deciso di compiere quel gesto. 13 persone coinvolte che hanno contribuito a rendere la sua vita travagliata e infernale, al punto di spingerla a togliersi la vita.
Il telefilm è articolato in 13 puntate, ognuna delle quali Clay, uno dei protagonisti, amico e collega di Hannah, ascolta i nastri. Attraverso dei flashback vengono rivissuti gli ultimi attimi di vita della ragazza e le cattiverie subite, ogni cassetta è dedicata ad un personaggio, ad un compagno di scuola di Hanna, che nel corso della puntata viene messo a nudo e analizzato.

13 reasons why hannah baker

La serie ha suscitato molto scalpore, il tema del suicidio è delicato, in alcuni momenti della serie sembra l'unica via di fuga, un gesto plateale che serve a dire al mondo "ehi esisto anche io!".
Non è stato facile guardare tutte le puntate, perché ti trascina in un'atmosfera di angoscia e negatività,   addirittura alcuni psicologi hanno condannato la serie perché risulta un cattivo esempio per gli adolescenti più sensibili, in quanto rischiano di emulare l'atto del suicidio e sprecare la propria vita per dei problemi che un giorno, quando saranno cresciuti, sembreranno banali.
Il bullismo a scuola riguarda tutti, credo che a tutti prima o poi sia capitato di subire angherie e ingiustizie da parte dei compagni, o addirittura di essere dall'altra parte e aver causato dolori e dispiaceri. Quante persone sono state appellate grasse, brutte, secchione, antipatiche, ragazze facili, omosessuali? Sarà capitato a tutti prima o poi. La parte più difficile è reagire e non lasciarsi abbattere dalle cattiverie. Gli adolescenti ingigantiscono i problemi, un brutto voto a scuola sembra una tragedia, un'insulto sembra la fine del mondo. Il suicidio è solo una scorciatoia, un gesto folle e irresponsabile che rende la persona una vigliacca, troppo fragile e pigra per affrontare le difficoltà che la vita ci pone. Il tempo passa, la scuola finisce, la gente chiacchiera e dimentica, si cresce, si cambia.

opinioni 13 reasons why

13 Reasons Why non mi è piaciuta, perché penso che il suicidio non sia una risposta, nessun problema è irrisolvibile, nulla è talmente grave da meritare una fine del genere. Non mi è piaciuto il modo in cui la storia è stata raccontata, le puntate sono a tratti noiose, troppo lunghe e con dialoghi inutili. Vengono commessi dei reati che restano impuniti, viene addirittura consigliato alle vittime di stupri di fare finta di niente, si abusa di alcol e droga come fossero caramelle. I genitori sono assenti e impotenti, non hanno nessuna autorità nei confronti dei figli. Insomma per me è un cattivo esempio. Il mondo in cui viviamo non è certamente tutto rose e fiori, però preferisco che attraverso un telefilm mi vengano trasmessi dei messaggi positivi, degli esempi di vita, dei motivi per superare le difficoltà.
La serie è stata rinnovata per una seconda stagione, altre 13 puntate che racconteranno le vite dei personaggi coinvolti nelle cassette di Hannah. Io ho deciso che non la vedrò, non voglio ricadere in quell'atmosfera di ansia e inquietudine.
Ma sono curiosa di conoscere il vostro parere, soprattutto dei sostenitori di 13 Reasons Why, perché vi piace?

Natalia

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3 commenti

  1. A me questa serie, invece, è piaciuta per le stesse ragioni per cui tu non lai apprezzata. Ho subito bullismo dalle elementari alle superiori, non ho mai pensato al suicidio perché - nonostante tutto - ho sempre pensato questa gente non fosse degna della mia attenzione, figuriamoci di farmi provare della vita. Il mondo però, spesso è così: cattivo, marcio, indifferente, crudele. 13 Reasons Why ha voluto evidenziare questi aspetti, esasperandoli, perché è evidente che nonostante si sia iniziato a parlare di bullismo, questo non basti. La trama scorre lenta, spesso risulta pesante, ma trovo sia adeguato ai contenuti proposti. Questo però, ovviamente, è solo il mio punto di vista

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  2. Bravissima Natalia, hai espresso perfettamente il mio pensiero. Sono totalmente d'accordo con te. Onestamente ti dirò anche che non sono riuscita ad immedesimarmi nella protagonista, perché secondo me i motivi da lei avanzati sono davvero troppo poco consistenti per arrivare al suicidio. Li metti tutti insieme e ne viene fuori un quadro di inferno, ma il punto è proprio questo: i mali non vengono mai da soli, passi dei periodi in cui sembra che tutto vada storto, ma è il fatto che accadano tutti insieme a darti quella percezione di tragedia. E la grossa contraddizione, tra l'altro, sta nel fatto che in genere chi decide di suicidarsi è una persona vinta, che si è arresa, che non ha nemmeno voglia di stare a spiegare al mondo perché sta male, tanto sa che il mondo non la capirebbe, mentre Hannah è fermamente decisa a far sentire in colpa le persone che l'hanno ferita, quasi urla la sua rabbia contro di loro, con una grinta e una consapevolezza che secondo me sono i sentimenti di chi si ribella e reagisce, non di chi poi prende e si suicida. Per me è fatta male questa serie, e forse il fatto che il tema sia così delicato rende questa leggerezza imperdonabile.

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  3. Come dice Claire sopra, anche a me è piaciuta, forse proprio per i motivi per cui a te non è piaciuta. Sono stata bullizzata per anni, fino alle superiori, quando ho iniziato a fregarmene. E mi sono rivista molto in Hannah, un personaggio forte ma fragile allo stesso tempo... un personaggio che subisce convincendosi di poter superare tutto da sola, che non dialoga e non si sfoga, e che arriva a compiere un gesto estremo perché non riesce a vedere niente di positivo.
    Ma quel che più ho trovato realistico, quel che secondo me merita l'attenzione del telespettatore, è il fatto che questo telefilm racconti due verità per ogni accadimento: quello di Hannah e quello dei "carnefici". Perché non sempre quello che si dice arriva come si pensa, non sempre quello che si fa viene visto nello stesso modo dagli altri. Quello che per gli altri è una bravata, magari a te fa male, ma veramente tanto male. Per me questo era il messaggio. Lei ha vissuto male quel che le succedeva intorno (sia episodi oggettivamente terribili che stupidaggini come una lite con gli amici), mentre gli altri erano convinti che non ci fosse nulla che non andasse.
    E non è riuscita a chiedere aiuto, e quando lo ha fatto si è trovata davanti ad un muro. Io capisco il suo stato d'animo, e penso che la rappresentazione sia stata magistrale.
    Secondo me è stato il modo corretto di far vedere alla società quel che succede nella mente di un adolescente, che non necessariamente passa i suoi "anni migliori" in modo felice. Il senso credo fosse portare all'esasperazione il tutto per far aprire gli occhi agli spettatori e ai ragazzi, come a voler dire "ehi, questa roba è uno schifo tremendo e non deve più succedere", o almeno io l'ho vista così da persona bullizzata ma cresciuta... Alla fine come Claire credo che comunque il mondo sia questo, succedono cose meno tragiche ma anche di peggio a tutti gli adolescenti del mondo... Per il resto, a parte qualche pezzo un po' lento, mi ha preso molto, e avendoci lasciati con dei punti in sospeso sono molto curiosa di vedere i prossimi episodi :)

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