Guida ai Solari Parte 1: SPF e tipi di filtri solari

by - maggio 12, 2017

Ciao Ragazze,
l'argomento di oggi è la protezione solare: alleato numero uno contro l'invecchiamento, la pigmentazione irregolare della pelle e, anche se forse tendiamo a scordarcelo, contro i tumori cutanei. Se ancora non avete trovato l'spf del cuore da usare tutti i giorni, continuate a leggere, perché questa guida vi aiuterà a districarvi tra le varie tipologie in offerta sul mercato, vi insegnerà a capire le etichette e a scegliere quello con le caratteristiche migliori per le vostre esigenze.
Nella prima parte di questa guida vedremo come agisce la protezione solare e le differenze tra vari tipi di filtri, con particolare attenzione nello sfatare alcuni miti sull'spf.
La seconda parte è dedicata alla sua corretta applicazione, e vi spiegherà come scegliere la formulazione più adatta e farla funzionare al meglio col makeup.
Dato che l'argomento solari è piuttosto complesso trovate l'articolo organizzato in domande e riposte, così che siate alle prime armi o veterane del solare, potrete trovare l'informazione che vi serve.

cos è il spf e tipi di filtri

Come funziona la protezione solare?
Il sole emette due tipi di raggi ultravioletti: UVA e UVB. I raggi UVA sono responsabili dell'invecchiamento della pelle mentre gli UVB causano la produzione di melanina come reazione di difesa ai raggi, e in caso di esposizione eccessiva, le scottature. Nel lungo termine gli UVB e gli UVA possono contribuire alla comparsa di lesioni cancerose.

I filtri solari vi proteggono dall'esposizione ai raggi UVA e UVB attraverso due meccanismi: l'assorbimento o la deviazione dei raggi dannosi. Questi due tipi di azione sono alla base delle differenze tra solari con filtri così detti "fisici" e solari con filtri "chimici".



Che differenza c'è tra un solare chimico e uno fisico?
I solari fisici, detti anche "minerali" proteggono deviando i raggi dalla pelle. Sono a base di due ingredienti: biossido di Titanio (Titanium Dioxide) e ossido di Zinco (Zinc Oxide). Il primo protegge soltanto dai raggi UVB, mentre il secondo sia dagli UVA che gli UVB. Riconoscerete i filtri solari che contengono questi ingredienti perché talvolta possono avere una consistenza densa e lasciare un alone bianco sulla pelle. Il vantaggio offerto da questo tipo di filtro è una protezione immediata dal momento dell'applicazione, una alta tollerabilità, e la fotostabilità degli ingredienti. Questo significa che i filtri non si degradano con l'esposizione solare, rendendo la riapplicazione necessaria principalmente per sfregamento della pelle e contatto con acqua o sudore. Purtroppo tendono ad avere una resa cosmetica meno elegante, ma le formulazioni sono molto migliorate grazie all'impiego di molecole più piccole.
I solari a base di filtri chimici proteggono assorbendo i raggi dannosi. Sono effettivi dopo 20 minuti dall'applicazione sulla pelle e il loro grado di protezione dallo spettro dei raggi UVA e UVB dipende dal singolo ingrediente o dalla combinazione di ingredienti impiegati nella formula. I filtri chimici sono generalmente fotostabili, fatta eccezione per avobenzone e octinoxate, che per essere fotostabili devono essere abbinati con altri filtri. Questo tipo di filtri gode di una migliore resa cosmetica ma può talvolta risultare irritante per gli occhi o per le pelli più sensibili.
Nonostante questa distinzione, molto spesso nei solari troviamo una combinazione di filtri chimici e fisici.

Cosa sono SPF e PA?
Spf (FPS in Italiano) sta per Sun Protection Factor ed indica il Fattore di Protezione Solare, che misura quanto a lungo il solare ti proteggerà dai raggi UVB. Sorprese? Ebbene sì, l'spf è proprio un fattore di moltiplicazione e così va interpretato: se la pelle di un determinato fototipo impiega 20 minuti per scottarsi, l'uso corretto di un spf 20 impedirà la scottatura per 400 minuti, cioè circa 6 ore (ma ricordatevi che si raccomanda la riapplicazione ogni due ore, per cui vi sconsiglio di stare sotto il sole 6 ore per testare questi numeri!). Questi parametri sono basati sui dati di laboratorio che prevedono l'applicazione di circa 2mg per cm² di pelle, e una applicazione meno generosa risulterà in una protezione meno efficace.
In Europa al momento non è stata proposta una misura standard della protezione UVA, per cui è necessario controllare sull'etichetta se è presente la sigla UVA cerchiata, senza avere informazioni più precise sul grado di protezione ottenuto. Esiste tuttavia una regolamentazione al riguardo: il solare deve raggiungere una determinata soglia di protezione UVA in rapporto all'SPF per poter essere indicata sull'etichetta.
I brand asiatici adottano invece il sistema Protection Grade of UVA (PA), basato sul Persistent Pigment Darkening, che misura con test in vivo la reazione della pelle ai raggi UVA. L'indicazione PA+ corrisponde a un fattore di protezione UVA tra i valori di 2 e 4 (ciò significa che ci si può esporre ai raggi UVA 2-4 volte più a lungo che senza alcuna protezione); PA++ corrisponde a una protezione tra 4-8 mentre PA+++ è superiore a 8. Recentemente è stato incluso il valore PA++++ che corrisponde ad una protezione 16 o superiore.

Un SPF più alto indica maggiore protezione?
L'indicazione numerica dell'SPF ci spinge a credere che un valore più alto indichi una protezione maggiore. In realtà se andiamo a vedere la definizione di SPF capiremo che un SPF più alto indica semplicemente una protezione che dura più a lungo. Proprio a causa di questo equivoco, che  porta il consumatore a sottovalutare i rischi collegati all'esposizione solare a causa di una eccessiva fiducia nel potere protettivo di un solare con SPF alto, non è permesso in Europa indicare un fattore di protezione superiore a 50+. Bisogna ricordare che anche i migliori solari con fattori di protezione alti (tra 30 e 50) filtrano al massimo dal 96 al 98% dei raggi dannosi. Le percentuali di protezione offerta sono queste: SPF 15 filtra circa 93% dei raggi UVB, SPF 30 filtra il 97% e SPF 50 circa il 98%. Come si può notare le differenze maggiori si hanno nell'intervallo più basso, mentre tra SPF 30 e 50 si riducono a pochi punti percentuali. Per questo motivo, se si ha una pelle sensibile (sia al sole che agli ingredienti dei solari), talvolta scegliere un SPF 30 e applicarlo correttamente può essere una scelta controintuitiva ma giusta: otterremo all'incirca lo stesso grado di protezione ma mettendo la nostra pelle in contatto con una quantità minore di ingredienti potenzialmente irritanti. Infatti per ottenere quel piccolo punto percenutale in più di protezione è necessario aumentare la quantità di filtri nella formulazione del prodotto solare!

Se metto un SPF 20 e un SPF 30 ottengo un SPF 50?
Non è possibile sommare gli SPF, per cui applicando un spf 20 e un 30 si avrà in conclusione un SPF 30. Tuttavia non ci sono controindicazioni nello stratificare più protezioni ed è probabile che applicando più prodotti si raggiunga la quantità raccomandata.

Per oggi è tutto vi aspetto nei prossimi giorni per la seconda parte della guida.

Linda 

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2 commenti

  1. Post molto dettagliato, mi trovi d'accordo, la protezione bisogna utilizzarla sempre.
    Complimenti, lo condivido con piacere.
    Ti auguro un felice weekend.
    A presto!

    Angelica

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    Risposte
    1. Ti ringrazio Angelica, c'è tanta ricerca dietro il post, mi fa piacere che tu l'abbia apprezzato! Buon weekend anche a te e diffondi il verbo dell'spf ;) ti aspetto per la seconda parte

      Linda

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