Vita da mamma #7 Diplomarsi con un bambino

by - maggio 28, 2017

Dopo la nascita di un figlio non è facile riprendere in mano la propria vita. Molte priorità del nostro bambino si antepongono alle nostre e alle volte può essere dura da affrontare.

Il primo anno è la partenza di un viaggio faticoso e colmo di responsabilità arricchito da grandi sorrisoni e le prime paroline che non scorderemo mai e poi mai.
Vita da mamma Diplomarsi con un bambino

L'anno scolastico era iniziato da circa un mese quando arrivò il giorno dei miei diciotto anni ed il mio bambino aveva già sei mesi. Decisi di non fare la grande festa come di consueto e forse un pochino me ne sono pentita perché con il senno di poi ho capito che quel momento non tornerà più ma a me andava benissimo così. Fu una mia scelta e venne rispettata sia dalla mia famiglia che dalle mie amiche. In quel momento mi andava solo di starmene a casa tranquilla con mio figlio ed il resto della famiglia e festeggiammo con una bella torta e tante candeline che Nicholas spense insieme a me.
La scuola andava avanti alla velocità della luce e la mia stanchezza iniziava a farsi sentire sempre di più. Fortunatamente il mio rendimento scolastico essendo stato sempre buono non ne risentì più di tanto ma i risultati comunque non erano più gli stessi e la memoria tentennava spesso. Le vacanze di natale mi dettero una tregua dalla sveglia assassina delle 6 e 30 e potevo studiare a mente più lucida, sempre con Nicholas nel braccio sinistro ed il libro sulla mano destra. Il fascino delle luci natalizie e del presepe incantavano il mio cucciolo che nel frattempo aveva imparato a gattonare e ad arrampicarsi ovunque. Non poteva esserci periodo meno adatto per iniziare la fase esplorativa.
Dovete sapere che mio papà ogni anno costruisce un presepe che non si limita solo alla capannella con la sacra famiglia bensì una vera e propria metropoli. In pratica ricostruisce Gerusalemme con tanto di personaggi, case, negozi e perfino il castello. In tutto ciò non mancano mai le pecorelle, i cavalli ed i maialini. Ecco, Nicholas puntava proprio a quelli. Lo vedevo andare verso di loro a mò di Godzilla e dopo il suo passaggio non rimaneva altro che la polvere. In quel momento mio papà ci si faceva una risata ma secondo me dentro di lui la disperazione padroneggiava. Si limitava a rimettere a posto le povere bestioline di plastica che poi venivano di nuovo spazzate via dal mio piccolo uragano e così via.
Il primo natale di Nicholas

Finita questa piccola pausa invernale mi rimisi subito all'opera, dovevo prepararmi per l'esame di maturità che da li a poco sarebbe arrivato. Avevo le idee ben chiare su cosa presentare come tesina da un bel po' di tempo e vista l'ansia che ho quando sono sotto esame quello fu un colpo di genio. Passavo intere giornate a scrivere appunti, preparare presentazioni sul pc e il tempo che dedicavo a Nicholas in quel periodo, ahimè, non fu certamente tanto ne tantomeno di qualità. Spesso mia mamma lo portava con se in giro e se lo portava dietro anche a lavoro. Avendo un negozio suo, aveva predisposto un angolo per Nicholas con tanto di palestrina e giocattoli e lui se ne stava li buono buono a giornate intere. Anche il mio ragazzo stava preparando l'esame di maturità, quindi nessuno dei due poteva sempre accudire il bimbo e toccava a mia mamma. Santa donna.
Se non avessi avuto lei, sicuramente, non avrei potuto frequentare l'ultimo anno di liceo nei tempi giusti ed avrei posticipato di un anno.

Una mattina i professori ci chiesero cosa avremmo voluto fare dopo il liceo e li mi venne da pensare che ancora una volta non avrei potuto fare la stessa strada dei miei coetanei. O meglio, avrei anche potuto farlo perché i miei mi avevano dato carta bianca, ma non me la sentivo di accollargli le nostre spese per l'eternità. Quindi con tutta tranquillità espressi il desiderio di riuscire un giorno a fare quello che mi sarebbe piaciuto, senza l'aiuto della mia famiglia che già stava facendo troppo per me.
Giugno arrivò in un lampo accompagnato da un caldo bestiale, lo ricordo particolarmente bene, e portò con se anche le date degli esami. Tra la fine della scuola e la prima prova passarono circa quindici giorni, non ricordo benissimo, so solo che a me sembrarono pochissimi rispetto a quello che dovevo ancora fare e volarono via in un soffio.
La famosa notte prima degli esami la trascorsi con Nicholas in giro, avevo bisogno di sgomberare la mente e godermi il mio piccolo prima dell'ultimo round scolastico.
Diciamo che il mio esame di maturità filò abbastanza liscio se non per il fatto che rischiai di bruciarmi ogni possibilità per la terza prova. Mi ero dimenticata l'orario e rimasi addormentata. Alle 7:45 la mia professoressa di Italiano mi chiamò per sapere cosa era successo e perché non fossi stata ancora a scuola visto che dopo dieci minuti sarebbe iniziata la prova d'esame. Iniziai a balbettare qualcosa e mi alzai al volo dal letto, mi vestii in pochissimo tempo e non feci nemmeno colazione. Ero disperata in preda al panico totale ma ce la feci, non so come ma arrivai in tempo a scuola. Tutti pensarono che fosse successo qualcosa a Nicholas, ma la vera colpevole ero io.
Ragazzi troppo sonno arretrato porta a questo.
Il giorno della prova orale ero agitata da morire, dissi a tutti che sarei voluta stare sola mentre esponevo la mia tesina invece quando arrivai lì trovai le mie care amiche a supportarmi ancora una volta. In effetti averle li con me mi aiutò a scaricare un po' di tensione che si percepiva anche solo guardandomi. I professori tutti schierati davanti a me ascoltarono quello che avevo preparato, osservando la mia presentazione power point con molta attenzione e alla fine mi chiesero chi fosse quel bel pagnottello che avevo come salvaschermo del pc. Insomma, la mia storia di mamma appena diciottenne fece parte del mio percorso di maturità e mi aiutò molto a crescere. Tempo prima appena ero un minimo sotto pressione mi veniva solo voglia di piangere mentre avendo passato momenti in cui avrei voluto scappare ho affrontato tutto con molta serenità. Anche il risultato finale non fu quello che mi sarei aspettata, ne quello che mi sarei meritata, ma la presi con filosofia e pensandoci bene il mio 64/100 sulla carta è un 100/100 nella vita.

Prossimamente vi racconterò come sono stati gli anni successivi al diploma, cosa ho fatto, come sono cambiate le priorità nella mia vita come ho affrontato il mondo del lavoro.

Un bacione grande,
Mamma Martina


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