Vita da mamma #5 I primi giorni con te

by - maggio 07, 2017

Ciao a tutti, 
eccoci di nuovo insieme dopo il post sulla nascita. Vi ho lasciato un po' in sospeso appositamente per potervi spiegare meglio come sono andati i giorni successivi al parto.
Mettere al mondo una vita è una cosa meravigliosa ed i primi attimi, le prime emozioni lo sono state ancora di più. Averlo accanto, sentire il suo profumo, accarezzare le sue minuscole manine e fissarlo costantemente mi ha fatto capire quali sono le vere gioie della vita e mi ha fatto crescere in un attimo.

i primi giorni col proprio figlio


I primi tre giorni di vita insieme li abbiamo trascorsi in ospedale come da routine. Forse, a mio parere, tre giorni sono pochi specialmente per una neo mamma. In ospedale dovrebbero insegnarti le basi fondamentali su come nutrire, lavare e accudire il tuo bambino e a seconda del tipo di mamma che ti trovi davanti, potrebbe volerci più tempo. Io non ho avuto grandi problemi, avendo avuto un fratello minore, quindi me la sono cavata egregiamente. Mi facevano sempre un sacco di complimenti. Non mi lamentavo mai su dolori vari, non ero per niente ansiosa se Nicholas piangeva e i dottori mi prendevano come esempio con le altre mamme dicendo sempre: "Vedete cosa vuol dire fare i figli da giovani? Voi siete lì tutte piegate a soffrire e lei corre su e giù per il reparto!" Ammetto che in quel momento mi sentivo un po' in soggezione, ma cosa potevo farci io? Stavo benone fisicamente e mentalmente e non riuscivo a stare ferma quindi girottolavo spesso per il corridoio.
Ma poi io dico, quando siamo in ospedale dopo il parto si può dormire. Nei giorni, mesi, anni successivi non vi capiterà più tanto spesso e soprattutto per tre giorni di seguito.
Detto questo, in quel momento non posso dire di non essermi sentita amata da chi avevo intorno. Non ero mai da sola, a parte la notte, il passo per le visite nel mio caso non esisteva. Ad ogni ora veniva qualcuno a trovarmi e a vedere come era bello il mio piccoletto. La visita più bella che ho avuto e che ricorderò in eterno come un momento speciale è stata quella delle mie amiche e compagne di classe che quel giorno avevano saltato la scuola in massa per venire da me. I professori avevano acconsentito con piacere a questo sciopero collettivo e ne avevano fatto parte. Me le vidi arrivare di buona mattina, poco dopo la nascita di Nicholas, tutte con dei sorrisi smaglianti e ansiose di vederlo.
Mi abbracciarono, mi baciarono e mi chiesero com'era andata e come'era stato partorire. L'attenzione su di me durò ben pochi minuti perché subito si chiesero dov'era il principino. Nel 2008 ancora, non era concesso tenere i neonati in camera durante le visite quindi, le accompagnai nella zona nursery e davanti a quel vetro dove dall'altro lato stavano tutti i piccoletti, vidi l'effetto che può fare un cucciolo d'uomo appena nato. Chi piangeva, chi rideva, chi non parlava dallo stupore, erano tutte estasiate alla vista del mio fagiolino. Con quella cresta le aveva conquistate tutte.

I primi scatti col proprio figlio

Le persone più importanti della mia vita, i miei genitori, erano entrati nella parte di nonni da subito. Anzi, lo erano già da quando avevamo scoperto che aspettavo un bambino. Mia mamma ha assistito al parto insieme al mio ragazzo, ce l'avevo voluta io e poi anche se non avessi voluto lei sarebbe entrata lo stesso. Mio papà invece è rimasto fuori insieme a mia suocera in attesa, tutta la notte. Appena uscimmo dalla sala parto lo vidi piangere di una felicità inspiegabile. Voglio dirvi una cosa, tra mio papà e Nicholas c'è un rapporto simbiotico e si è notato da subito. Dopo la nascita i bambini vengono trattenuti per i controlli del caso, vengono lavati e vestiti, le mamme invece vengono messe in una camera e hanno circa un ora di tempo per riprendersi dallo sforzo appena fatto. Io mangiavo, naturalmente. Prima di salire in reparto mi portarono Nicholas che stava piangendo come un disperato. Provai a farlo mangiare, lo cullai, lo rimisi nella culla, lo detti al suo papà. Niente, una tragedia. Ma poi mi venne in mente che quando ero piccola e stavo male la mano calda del mio papà mi faceva passare tutto e lo detti in braccio a lui. Stop. Smise di piangere all'istante. Capii subito che sarebbero stati un nonno e nipote molto speciali. Non vi dico mio fratello come era fiero di essere diventato zio. A dieci anni sentirsi chiamare zio ti fa crescere di un metro, si sentiva importante e anche in  questo caso c'è stato un amore al primo sguardo. Se lo coccolava a giornate intere e tutt'ora lo fa. So che su di lui potrà sempre contare per ogni problema o consiglio. Modestamente, mio fratello, me lo sono cresciuto proprio bene.
Ultimo ma non meno importante, colui che ha messo il seme per far nascere una splendida creatura. Il mio ragazzo, nonché mio attuale marito. Mi è stato vicino per tutta quella lunghissima notte come non pensavo fosse capace. Mi ha dato una forza immane e soprattutto non si è sentito male. Lui che non può vedere un ago ne può sentir parlare di operazioni chirurgiche perché non si regge in piedi. In quel momento è stato veramente bravo perché anche lui non vedeva l'ora di abbracciare il suo bambino, di sentire la sua morbidezza e l'amore che poteva dare anche solo stringendogli un dito con quelle sue minuscole manine. Non ha mangiato per tre giorni ma in quel momento è stato proprio quello di cui avevo bisogno e anche di più.
Insomma la nascita del proprio figlio è un momento indimenticabile che ti segna per tutta la vita e te la cambia radicalmente allo stesso tempo. Non è facile affrontare quei momenti, ne a 17 anni, ne ad ogni altra età. L'essenziale è prendersi cura sempre di quella cosina che dalla pancia ci ritroviamo fra le mani perché in futuro saprà ricompensarci.

A presto, un bacione.
Mamma Martina.

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2 commenti

  1. Concordo sul fatto che sia diverso fare i figli da giovani. Ho una cliente di 17 anni che ha partorito da poco e se la vedi non te ne accorgi neppure. Se partorissi io, ora, a 31 anni...avrei una pancia che non finisce più e una voglia di fare pari allo zero.

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  2. 😂😂😂 la pancetta a me è rimasta lo stesso anche partorendo a 17 anni😂😂😂

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