Parola d'ordine:léggere!

by - giugno 30, 2017

“Scusate glielo dite voi alle ragazze del centro anti-violenza che c’avevano ragione, io non le ho più trovate, dice che hanno dovuto chiudere per via dei tagli , ora al posto loro c’è una banca, ma il mutuo non me l’hanno dato, peccato volevo tanto cambiare casa … ora mi son rimaste solo queste chiavi e non mi ricordo neanche cosa aprono … questa è del cancello … e questa??”

Care amiche lettrici di Consigli di Make-up l’articolo che segue sarà breve ma intenso con un obiettivo ben preciso, leggere. Ebbene sì, avete letto bene. Leggere. Che sia sul terrazzo di casa o sotto al sole, che sia in metro o al parco, che sia al mare o in montagna, la parola d’ordine è leggere! L’ articolo,come si legge dall’incipit  è stato aperto di proposito con uno stralcio brevissimo del libro che sto per consigliarvi care fedelissime del blog. 


Edito da Rizzoli e dal titolo “Ferite a morte” esce nel 2013, il libro è in realtà una raccolta di monologhi scritti a quattro mani da una signora della tv che tutte voi conoscete, Serena Dandini, e dalla ricercatrice del CNR Maura Misiti. 

I monologhi attingono dai fatti di cronaca che quotidianamente ascoltiamo al telegiornale o leggiamo sui quotidiani nazionali e vogliono essere la voce di quelle donne che non ce l’hanno fatta ad urlare la fine del loro amore malato e criminale, che hanno perso la vita per mano del marito,del fidanzato, dell’ex.
Fonte: http://www.rizzolilibri.it
La particolarità di questi monologhi sta, come detto poc’anzi nella descrizione di fatti di vita quotidiani che non sono altro che il preannuncio della morte e, di conseguenza, della difficoltà da parte delle donne, a volte inconsce, di riconoscere le forme di prevaricazione e di violenza per mano di un uomo, inconsapevoli dunque della pericolosità a tal punto da sottovalutare il rischio di subire danni permanenti o, nella peggiore delle ipotesi,  la  morte stessa.
Tutti i monologhi hanno inoltre la particolarità di descrivere scene di vita domestica, in cui le donne sono accanto alle persone amate (come la famiglia) attraverso culture e tradizioni diverse ma che allo stesso tempo tracciano una linea di continuità che unisce  tutte le protagoniste; tutti i racconti sono corredati da approfondimenti riguardanti nello specifico  il tipo di violenza o la pratica violenta all’interno delle culture più lontane.
“Ferite a morte”, oltre ad essere un libro, è anche il titolo di un tour teatrale, nazionale e internazionale ed è un blog che parla e tratta di violenza di genere, di soprusi e di abusi e di come riconoscerli ma non solo, racconta di messaggi positivi, di iniziative, di progetti, di centri antiviolenza, sportelli e associazioni in cui una donna maltrattata può essere accolta, ascoltata, guidata e sostenuta nelle scelte, nel percorso di autodeterminazione e uscita dal circuito lesivo della violenza.
Siete ancora lì?! Forza curiosone, che aspettate! Uscite a comprare il libro e poi chiamate tutte le vostre amiche  e parlatene, raccontate le storie, esprimete le emozioni consigliandone la lettura! Il primo passo è parlare della violenza per saperla riconoscere. Mi raccomando, occhi sempre aperti.
A presto.
Miriam

You May Also Like

0 commenti