Vita da mamma #8 Rinunce o conquiste?

by - giugno 16, 2017

Bentornati,
la scorsa volta vi ho raccontato com'è stato affrontare l'esame di maturità con un bambino nel bel mezzo del suo momento scoperta del mondo e della parola.
E' stata un'esperienza per me di vero e proprio cambiamento, un giro di boa che mi ha portato ad essere più consapevole e mi ha permesso di capire quali erano per me le priorità in quel momento. La scuola ormai non faceva più parte della mia quotidianità e dovevo prendere in mano le cose per me e per il mio bambino.

Fotografia fonte Freepik


L'estate che segue l'ultimo anno di liceo è per antonomasia il momento di libertà tanto bramato da tutti gli studenti. Viaggi, scoperte, amici, mare e nullafacenza prendono il posto dei libri quasi per tutti. Infatti, quasi.
Io avevo la sabbia perennemente nelle orecchie e viaggiavo, ogni santo giorno, carica di giochi, palette e secchielli per far giocare Nicholas al mare. Fu la prima estate vera e propria per lui perché l'anno precedente era troppo piccolo per capire veramente il divertimento della spiaggia.
Stavamo sempre seduti a terra o in acqua ed era il posto migliore per farlo stare buono ieri come oggi.

Tutt'ora aspetto con ansia la stagione estiva.
Credo che sia proprio il suo ambiente naturale ed io posso trovare una tregua dalla routine.

Vedevo gli altri ragazzi della mia età che facevano l'esatto contrario di me e vi confesso che un po' mi dava fastidio. Non so se per mancanza della spensieratezza che avevano loro o perché stavo diventando insofferente alla confusione, ma sentivo dentro di me qualcosa che mancava. Mi mancava avere veramente diciotto anni, poter fare quello che volevo senza dovermi giustificare o chiedere il permesso per farlo. Per un mese sono stata veramente in crisi, non è stato semplice ammettere di avere una responsabilità ben più grande.
Ci ho voluto sbattere la testa ed ho provato a vivere per una sera quella che era la vita degli altri.
E naturalmente sono stata male tutta la sera. Non condividevo più le idee e le abitudini delle persone che mi stavano intorno e capii che a me non mancava proprio niente, anzi, io avevo tutto. Avevo il mio piccoletto che ogni giorno imparava qualcosa di nuovo, avevo le mie amiche che, come vi ho più volte ripetuto, non mi hanno mai abbandonato e avevo tanta voglia di scoprire il mondo e di insegnare a Nicholas com'è bella la vita se la prendi sempre con un sorriso anche quando ti senti in difetto.
Nessuno può spegnere i nostri desideri anche se siamo mamme all'inizio del nostro percorso. Le rinunce ci sono, ma dobbiamo farne tesoro per un futuro più roseo. Adesso io mi sento bene, tutto quello a cui ho rinunciato non mi manca più e vedo che lo sforzo che ho fatto per crescere mio figlio mi sta dando tante gioie. Essere una mamma giovane può avere tanti difetti ma altrettanti pregi, cresci insieme al tuo bambino e scopri il mondo insieme a lui.
Le difficoltà ci saranno sempre lungo il nostro precorso, più o meno facili da affrontare e superare, ma quelle ci sono anche per chi non ha bambini. L'unica cosa che mi sento di dire è che dobbiamo cercare di non trasferire il nostro malumore ai nostri figli perché un domani saranno uomini e donne infelici e non saranno in grado di affrontare nemmeno le piccole delusioni.

Ci saranno ancora altre priorità che vengono meno quando si diventa genitori? 
Prossimamente vi racconterò com'è stato entrare a far parte del mondo dei grandi, per me che un po' grande già lo ero diventata.

Un bacione, a presto
mamma Martina.

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